Ci sposiamo nella chiesa di San Luigi dei Francesi, una chiesa in cui solo i cittadini francesi possono sposarsi!
La comunità francese di Roma prese l’iniziativa di erigere la sua chiesa più grande a Roma. Fino ad allora i Francesi si riunivano in Vaticano, nella Cappella di Santa Petronilla, che fu demolita per costruire l’attuale Basilica di San Pietro.
Il 2 aprile 1478 la bolla di Sisto IV ufficializzò la nascita di questa nuova chiesa nel cuore della Città Eterna. Tra Piazza Navona e il Pantheon, la chiesa e la confraternita francese prendono il nome di San Luigi, in riferimento al re di Francia.
Fu solo il 12 agosto 1518 che il cardinale Giulio de’ Medici – futuro papa Clemente VII – pose la prima pietra alla presenza dell’allora papa Leone X. L’edificio e la facciata sono il risultato del lavoro architettonico congiunto di Giacomo della Porta e Domenico Fontana.
La chiesa fu completata nel 1589 grazie al sostegno finanziario del cardinale Mathieu Cointerel, di Enrico II, Enrico III e Caterina de’ Medici. Ma la decorazione interna fu completata solo nel 1764, dopo numerose vicissitudini architettoniche.
La chiesa fu completata nel 1589 grazie al sostegno finanziario del cardinale Mathieu Cointerel, di Enrico II, Enrico III e Caterina de’ Medici, ma la decorazione interna fu completata solo nel 1764, dopo numerosi cambiamenti architettonici.
La decorazione della quinta cappella della navata sinistra, nota come Cappella Contarelli, conobbe molti colpi di scena prima di ospitare i famosi dipinti di Caravaggio.
Nel 1599, la Congregazione di San Luigi si rese conto che i lavori non erano stati completati (tanto che gli affreschi sulle pareti laterali del Cavalier d’Arpino erano incompiuti) e chiamò il giovane Caravaggio a terminare l’opera.
Caravaggio eseguì poi i tre famosi dipinti La chiamata di San Matteo, Il martirio di San Matteo e San Matteo e l’angelo. L’anno 1599 segna senza dubbio una svolta nella tecnica pittorica di Caravaggio, che si orienta verso una pittura sacra in cui si mescolano emozione e narrazione.
Pochi artisti hanno suscitato tanto interesse e hanno rivoluzionato così profondamente la storia dell’arte come il pittore lombardo Caravaggio. Le novità assolute introdotte da Caravaggio in pittura sono lo studio del vero, contro ogni regola accademica, e l’impiego violento della luce, come metafora della grazia divina. La luce del pittore lombardo squarcia le tenebre e arriva improvvisa agli uomini. Sono queste innovazioni due facce di una stessa medaglia. Caravaggio, in linea col pensiero filosofico e scientifico dell’epoca, sembra volerci dire che solo attraverso la realtà si può giungere alla divinità. Per questo le sue opere, nonostante il carattere rivoluzionario e di rottura col passato, hanno un contenuto profondamente religioso.
Per un’analisi approfondita dei dipinti del Caravaggio nella cappella Contarelli, potete leggere questo articolo o questo articolo.